#UnFilmAlMese #Maggio - "La vita davanti a sé"
La rubrica sui film comincia con un enorme successo internazionale ,"La vita davanti a sé", diretto da Edoardo Ponti con protagonisti Sophia Loren e Ibrahima Gueye.
La storia raccontata è quella di un'amicizia tanto profonda quanto improbabile: Madame Rosa e Momò sono diversissimi per età, colore della pelle e storia, tuttavia diventeranno indispensabili l'uno per l'altra.
Madame Rosa è un' ex prostituta ebrea sopravvissuta all'Olocausto che accoglie in casa i figli di altre prostitute; per fare un favore al suo amico dottor Cohen (Renato Carpentieri), ospiterà anche Momò, un orfano dodicenne di origine senegalese che sta cominciando a frequentare cattive compagnie.
In una girandola di personaggi dalle vite complicate, il rapporto tra Madame Rosa e Momò inizia con una diffidenza mista ad antipatia e termina in una complicità potente, attraversando, delicatamente, degli enormi temi sociali.
Il primo è relativo alla storia di Momò che, come Enaiat, è un bambino di origine straniera che si trova in Italia senza familiari e, come spesso capita, cercando un punto di riferimento si ritrova a dare fiducia alle persone sbagliate. Il suo personaggio rappresenta un gran numero di minorenni, l'UNHCR stima che siano arrivati in Italia circa 60.000 misna solo tra il 2014 e il 2018: migliaia di storie simili a quella di Momò che non sempre finiscono altrettanto bene.
Con Madame Rosa e le altre prostitute, come Lola, la vicina di casa transessuale, incontriamo poi il mondo delle cosiddette "professioniste del sesso": ci arriva un'immagine profondamente umana e familiare di quelle donne che, oggettificate più di tutte le altre, ci ricordano che sono, anche loro, madri e figlie di qualcuno che amano.
Nei flashback di Madame Rosa intravediamo, anche se in lontananza, il dramma dell'olocausto, che torna prepotente a tormentare la donna nei momenti di confusione dovuti alla malattia, altro grande tema del film.
Si potrebbe quasi dire che, proprio affrontando insieme la malattia di Madame Rosa, lei e Momò, per quanto entrambi induriti dalla vita, essendo due di quelle persone che siamo abituati a definire distrattamente come "sfortunate", abbandonano la rabbia che faceva così parte di loro e lasciano il posto ad una solidarietà forte e ad un'amicizia con la A maiuscola.

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